In viaggio via lago, fiumi, canali e mare
da Locarno verso Milano e Venezia

Dalla sorgente del fiume Ticino alla foce del fiume Po

La via navigabile

L’affascinante itinerario turistico che collega Milano, Venezia e Locarno attraverso la storica via d’acqua tracciata dal Fiume Ticino, dal Lago Maggiore e dal fiume Po, è stato e viene attualmente valorizzato grazie a numerosi progetti transfrontalieri sul percorso Locarno-Milano, inizialmente nel contesto dell’esposizione universale Expo 2015 di Milano e ora tramite il progetto Interreg Slowmove diretto della Provincia di Novara quale capofila italiana unitamente all’associazione Locarno Milano Venezia quale capofila svizzera e approvato nel 2019. Questo progetto è intitolato “Ponti d’acqua verso il futuro”: lo sviluppo del trasporto lungo il Lago Maggiore, il Ticino ed il sistema dei canali secondo una prospettiva di rispetto ambientale e di incremento del turismo green.

Il percorso dell'Idrovia Locarno Milano Venezia

Dalla cittadina svizzera di Locarno il percorso scende dal Lago Maggiore fino ad Arona e Sesto Calende. Dopo avere passato la conca Diga della Miorina (la struttura che regola il livello del lago Maggiore) prosegue poi sul fiume Ticino fino alla Diga di Porto della Torre nel Comune di Varallo Pombia (per ora non concabile ma un progetto della regione Piemonte ne prevede in futuro il passaggio). Si continua quindi verso la  Diga del Panperduto nel Comune di Somma Lombardo (questa concabile, nelle vicinanze dell’aeroporto della Malpensa). E’ nella regione prospiciente la suggestiva diga ottocentesca del Panperduto, nel cuore del Parco del Ticino, tra il Piemonte e Lombardia, che il nuovo progetto Slowmove prevede di potenziare i percorsi navigabili, ciclabili e pedonali e il turismo green.
Dalla diga del Panperduto, tramite conca, si imbocca in seguito il Canale Villoresi (che per un po’ fluisce parallelamente al Canale Industriale, per ora non navigabile). Proseguendo verso sud, in zona Turbigo, occorrerà nuovamente trasbordare sul Canale industriale (Naviglio Grande). Successivamente si raggiunge la Darsena di Milano, antico porto commerciale della capitale lombarda.
Dalla Darsena di Milano il percorso prosegue verso sud sul Naviglio Pavese per poi rientrare sul fiume Ticino e raggiungere Pavia, sboccando infine sul fiume Po e passando da Piacenza, Cremona e Ferrara per arrivare nella laguna veneta e sfociare nel mare Adriatico a Venezia.

Itinerari e trasporti

In questa sezione attualmente in allestimento trovate e troverete informazioni concernenti la navigabilità del percorso dell’idrovia tra Locarno e Milano come pure proposte di itinerari turistici, percorsi ciclabili ed escursioni a piedi alla scoperta di paesaggi incantevoli immersi nel verde dei parchi naturali del Locarnese e del Ticino, tra castelli Visconteo-Sforzeschi, Sacri Monti, Ville Ottocentesche e puro divertimento.

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Tra passato e presente

L’acqua è il principale elemento naturale di collegamento tra regioni, territori e Stati. Così è anche per il fiume Ticino che nasce sul massiccio del San Gottardo, scende verso il Locarnese e sfocia nel Lago Maggiore collegando il Ticino con la Lombardia e il Piemonte e contribuendo con le sue acque ad arricchire l’ecosistema delle due regioni e del Parco del Ticino. Il Lago Maggiore, il fiume Ticino e i suoi canali (idrovia Locarno-Milano-Venezia), fungevano da vie di trasporto per persone e merci; si pensi ad esempio al trasporto del marmo di Candoglia per la realizzazione del Duomo di Milano, allo spostamento dei soldati tra i castelli in epoca viscontea o al trasporto del legname dalle valli ticinesi verso Milano per la costruzione delle case fino al 1800.

La costruzione del sistema di canali del Naviglio Grande risale al 1200. Realizzato in origine per irrigare i campi agricoli, funzione che ricopre ancora oggi, fu in seguito trasformato per permettere il trasporto su acqua da e verso Milano.

Questa via d’acqua, naturale e edificata, testimonia l’importante ruolo storico di collegamento e di via di trasporto che oggi viene valorizzato e riscoperto grazie a iniziative promosse dal Canton Ticino, della Lombardia e del Piemonte.